Moggi: "Conte? Se ci fossi stato io, l'avrei esonerato. La Juve stasera può qualificarsi"

06 nov 2019 17:03Altre notizie

L’ex direttore sportivo della Juventus Luciano Moggi ha risposto ad alcune domande dei tifosi nella rubrica ‘Moggi risponde’, in onda su Radio Bianconera nel corso di ‘Cose di Calcio’:

Sulla Champions League: “Se la Juve può anticipare la qualificazione stasera? Credo di sì. Credo che l’avversario sia alla portata, su questo penso che non ci siano dubbi. Credo che la Juventus pur non essendo al massimo possa fare il suo risultato e qualificarsi in anticipo. Possibilità di arrivare fino in fondo? Dipende dallo stato di forma della squadra. Io ho visto quest’anno alcune squadre che non sono al top come il Real Madrid, il Barcellona, il Bayern Monaco. La qualità delle pretendenti mi sembra si sia un po’ abbassata, quindi la Juventus potrebbe avere la possibilità di arrivare fino in fondo e vincere la coppa”.

Sulle parole di Conte e l’ammutinamento del Napoli: “Se ci fosse stato Moggi non sarebbe successo tutto questo. Non conosco bene quello che c’è all’interno, sentendo le dichiarazioni di Conte per me stamattina avrebbe finito con l’Inter. Non si può dare la colpa agli altri, si lavora tutti insieme. Non è bello che quando si vince, vince uno e quando si perde, perde un altro. Ieri è stata chiamata in causa la società. A me dispiace perché Conte è stato un mio giocatore ed è un bravo ragazzo, ma a volte perde la tramontana. Queste dichiarazioni non dovrebbero esistere. Sul Napoli la questione è più complessa, i giocatori non rispettano né l’allenatore né tantomeno il presidente. Evidentemente è successo qualcosa alla fine della partita, è un discorso che non può esistere. Sono malumori che covano sotto e poi piano piano vengono fuori e basta una scintilla per farli esplodere. Credo che sia una cosa abbastanza grave, è una mancanza di rispetto verso chi paga gli emolumenti”.

La Juve può prendere Mbappé o Mané? “Questi sono discorsi che si fanno tra tifosi. La Juventus non può prendere nessuno, ha due squadre, deve mandare i giocatori in tribuna e ne deve prendere altri? Con questa squadra qui ha manifestato superiorità. Non è che la Juventus abbia dato dimostrazione di gran bel gioco, però ha vinto le partite necessariamente, magari all’ultimo secondo o salvando il risultato all’ultimo, però ha vinto grazie alle giocate dei suoi campioni. Il primato della Juventus dipende anche dal disordine che c’è nelle altre squadre. Napoli e Inter sono casi che proliferano nel tempo e poi quando c’è l’occasione vengono fuori. La Juventus vince per meriti propri e demeriti degli altri”.

Chi è stato il suo maestro? “Io non ho avuto maestri, se fai un’attività di osservatore per 15 anni e non riesci a capire le qualità dei giocatori, allora devi cambiare mestiere. Io ho avuto delle difficoltà all’inizio, poi ho fatto tesoro degli errori e ho cercato di correggerli. Mi sono limitato a soppesare gli errori e le cose fatte bene, anche io ho sbagliato, non tanto ma ho sbagliato. Ma ho fatto tesoro di quelli sbagli per modificare il mio atteggiamento”.

Sui possibili rinforzi a centrocampo: “Bisognerebbe vendere qualcuno per avere qualcosa in più. Adesso c’è già Emre Can che non è stato inserito in lista per la Champions, quindi si fa fatica a pensare a qualcosa in più. Poi comunque basta vedere quello che succede all’Inter o al Napoli per capire che la Juventus può vincere anche senza rinforzi”.

Meriti di Sarri o meriti della società? “Se vogliamo dire la verità il 70% è merito della società, il resto dell’allenatore che si sta adeguando, sta guardando in casa propria senza pensare agli altri. Quando Sarri era al Napoli disse che se si volevano i rigori bisognava mettere la maglia a strisce. Queste cose ora non le può dire più. Questo significa avere una società e un capo che viene rispettato, cosa che non succede nelle altre società. Per questo vince sempre la Juventus, in Italia soprattutto. È più ordinata nella testa, nei piedi e in campo”.

Sul razzismo: “Ci vorrebbe gente più intelligente che frequenta gli stadi, i cori razzisti sono una cosa puerile, vengono presi come sfottò, ma il soggetto che li riceve ne soffre. Io non so cosa sia successo a Verona, ho letto soltanto. Se ci sono stati quei cori è una cosa riprovevole. Credo poco a quello che ha detto Juric, ma non credo che serva infierire su di lui ma sulla società”.

Clicca sul podcast in calce per l’intervento completo.


"Moggi risponjde" ai microfoni di "Cose di calcio" con Antonio Paolino e Chiara Papanicolaou. © registrazione di Radio Bianconera

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