Montero: "De Ligt, critiche ingiuste. Demiral farà una grande carriera. Stavo per tornare a Torino, su Conte, Buffon e i rigori di Manchester..."

09 gen 2020 16:15Altre notizie

L’ex giocatore della Juventus Paolo Montero, ora tecnico della Sambenedettese, è intervenuto oggi ai microfoni di Radio Bianconera, nel corso di ‘Terzo Tempo’: “Agnelli ha detto che sono il suo giocatore preferito? Lo ringrazio, è un orgoglio essere il suo giocatore preferito. Sono anni che non lo sento, lo ringrazio tanto”.

Su De Ligt: “È un periodo di adattamento, spesso non è colpa di un singolo ma dell’intero reparto. Lui viene da un altro calcio, ha bisogno di adattarsi. A me sinceramente le critiche sembrano ingiuste ed esagerate, è un fuoriclasse. Secondo me si sta esagerando con un ragazzo di 20 anni. Io mi ricordo quando arrivò Zidane anche lui fece fatica ad adattarsi, addirittura si diceva che lo dovessero vendere. Secondo me bisogna aspettarlo, la Juve ha fatto bene a venderlo e bisogna avere pazienza. È cambiato tutto, vogliamo tutto in fretta. Bisogna lavorare e aspettare, la Juventus ha fatto benissimo a prenderlo”.

Sulla Juventus di Sarri: “È un giudizio molto positivo, lui vuole sempre il massimo giustamente, ma l’ho visto fare molto bene. È una grandissima squadra, una grande rosa. Per lo Scudetto credo che non ci sarà storia, l’obiettivo è la Champions”.

Su Demiral: “È fortissimo, sta facendo bene, ha grande personalità. Ha altre caratteristiche rispetto a De Ligt, ma non significa che non sia forte. Hanno tutti e due grande personalità e fanno quello che gli chiede Sarri. Penso che ha tutto per fare una grande carriera alla Juventus”.

Cosa si porta in panchina della sua esperienza alla Juventus: “Quello che mi porto sempre, e lo dico sempre anche in Uruguay, è il rapporto, la sincerità. Oggi nella vita si va sempre con grande velocità, quindi i rapporti faccia a faccia con i giocatori diventano fondamentali. Ho avuto rapporti con grandi giocatori e grandi allenatori”.

Ha mai pensato di tornare alla Juve? “Stavo venendo a vivere a Torino per una scelta di vita, ma non per tornare alla Juve. Era una scelta di vita perché l’Uruguay sta diventando un po’ pericoloso, poi mi hanno chiamato alla Sambenedettese, ho fatto il master a Coverciano e sto facendo esperienza allenando. Meglio di così era impossibile”.

Su Conte: “Già da giocatore si vedeva che aveva la personalità per allenare. Parlava poco nello spogliatoio, ma era molto carismatico e si faceva sentire”.

Su Buffon: “È un mostro, una leggenda vivente. Ma i più grandi spesso sono i più umili, come lui. I migliori di solito sono i più grandi anche come uomini”.

Una partita che vorrebbe rigiocare? “La finale contro il Real Madrid, credo che meritassimo di vincerla”.

Su Ronaldo: “È un mostro. Questa Juve è diversa dalla mia, ma sono entrambi forti. Questa Juve ha grandi attaccanti, centrocampisti, anche noi avevamo una squadra importante. Potrei fare tantissimi nomi, grandi uomini. Io non parlo mai di giocatori, alla Juve sono andati via i più grandi e ha comunque continuato a vincere”.

Sulla finale di Manchester: “Sbagliare si può sbagliare, ma non si può dire di no. Io ti dico di sì, poi se sbaglio pazienza. Io ci ho messo la faccia, mi hanno insegnato che in guerra non si salva nessuno e se si salva qualcuno non era nel gruppo”.


Paolo Montero ai microfoni di "Terzo tempo" con Marco Spadavecchia e Alberto Mauro. © registrazione di Radio Bianconera

Altre news

Utilizzo dei Cookie
PROSEGUO
Utilizziamo cookie, anche di terze parti, per migliorare l'esperienza di navigazione e per inviarti messaggi promozionali personalizzati.
Proseguendo con la navigazione acconsenti al loro uso in conformità alla nostra Cookie Policy