Perinetti: "Emre Can? Reazione comprensibile. La Juve ha fatto bene a mandare in prestito Romero"

04 September 2019 19:15Altre notizie

Ai microfoni di Radio Bianconera, nel corso di ‘Terzo Tempo’, è intervenuto il direttore sportivo Giorgio Perinetti: “Emre Can? La reazione del giocatore è comprensibile, è un giocatore molto importante, come tutti i giocatori della Juventus che ha un organico ricchissimo. Ha due squadre, una vincerebbe la Scudetto, una lotterebbe per il secondo posto. Chiaro che poi le circostanze hanno portato la società a fare questa scelta. Purtroppo a chiunque fosse toccato sarebbe stato certamente un problema per il calciatore escluso. È toccato a Emre Can, poteva toccare a un altro perché la Juve ha solo giocatori importanti. Si sono create queste situazioni, quindi immagino che Paratici dovrà correggere qualcosa in uscita dove ci sono stati dei problemi dovuti alla chiusura anticipata della Premier. Chiaro che la Juve doveva fare delle scelte, qualche giocatore ha rifiutato delle destinazioni perché è difficile oggi lasciare la Juventus. Il mercato si è un po’ cristallizzato”.

Come gestire la situazione Emre Can? “I giocatori bisogna sempre prenderli con le molle. Probabilmente avrà avuto delle rassicurazioni, si sente un giocatore forte. Dispiace per il professionista, ma qualunque giocatore avrebbe avuto la stessa reazione. È chiaro che un giocatore della Juve ci resti male, è una reazione abbastanza prevedibile. A gennaio toccherà a Paratici riequilibrare tutto”.

Su Romero: “La Juve ha fatto un colpo di grande lungimiranza, ha preso due giocatori forti come Romero e Demiral, poi ha deciso di tenere il secondo. Credo abbia fatto bene a mandare il giocatore al Genoa, era giusto che continuasse il suo processo di consolidazione nel campionato italiano. Poi l’infortunio di Chiellini è arrivato a fine mercato, non credo si potesse fare diversamente”.

Sul paragone tra Marotta e Paratici: “Non è corretto fare paragoni. Tra Inter e Juventus c’è una rivalità storica, quindi se ne parla a tutti i livelli. Io credo che siano due grandi professionisti, hanno lavorato insieme. Stanno facendo bene entrambi con le rispettive squadre, ognuno nel proprio settore di competenza. Fanno la fortuna delle loro rispettive società. È chiaro che tutti e due vogliono fare bene”.

Su Perin e le sirene dal Portogallo: “Ha fatto la scelta di andare alla Juve con coraggio, voleva conoscere il mondo Juve dall’interno. Purtroppo è bersagliato dalla sfortuna, ha avuto questo infortunio alla spalla che lo ha penalizzato. È ancora giovane, ha molto carattere e ha ancora tante possibilità”.

Un voto al mercato della Juventus: “Io voti non li do, è il campo che dà le valutazioni. Poi spero di tornare presto io a essere giudicato. Se la gente giudica il mio operato vuol dire che sto lavorando. Il mio futuro? Avendo concordato con il presidente Preziosi di interrompere a giugno, cioè tardi, è chiaro che ora dovrò aspettare. Spero che arrivi un’opportunità perché mi sento un dirigente maturo con idee giovani”.


Giorgio Perinetti ai microfoni di "Terzo Tempo". © registrazione di Radio Bianconera

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