Secco: "Juve vicina ai top club europei. CR7? Non me l'aspettavo"

05 September 2019 16:45Altre notizie

Ai microfoni di Radio Bianconera, nel corso di ‘Cose di Calcio’, è intervenuto l’ex direttore sportivo della Juventus Alessio Secco: “Da quattro anni a questa parte ho intrapreso questa nuova strada come procuratore, adesso mi sono spostato per ragioni non solo di lavoro ma anche di famiglia in Inghilterra, ma in Italia torno spesso e volentieri”.

Sulla sua esperienza alla Juventus: “Non spetta a me dire il lavoro che è stato fatto, se è stato fatto bene o male. Sicuramente è stato fatto con grande impegno e serietà, su questo non c’è dubbio così come non c’è dubbio che gli anni in cui mi sono trovato ad avere un ruolo nella struttura societaria sono stati gli anni più complicati nella storia ultracentenaria bianconera. Ho accettato questa sfida con grande impegno e serietà, come sempre quando si lavora alcune cose riescono bene e altre meno, bisogna essere pronti ad accettare sia i complimenti che le critiche”.

Rifaresti tutte le operazioni di mercato che facesti all’epoca? “Stiamo parlando ormai di 15 anni fa. È passato troppo tempo. Al di là di quello, non è neanche giusto a distanza di 10 anni tornare a parlarne, le operazioni vanno contestualizzate, ci sono operazioni che magari oggi sembrano incomprensibili ma all’epoca avevano un senso”.

Sulla Serie A e le differenze con la Premier: “Di differenze ce ne sono tante, certamente lo sport è lo stesso, ma ci sono filosofie diverse e delle specificità. Dal punto di vista agonistico in Inghilterra si corre molto, c’è più competizione e non c’è la volontà di fare i furbetti, tipo i giocatori che appena vengono sfiorati si buttano per terr. Qua queste cose non vengono accettate a partire dai tifosi. Certe scene qua non si vedono, c’è molto agonismo. Il calcio viene sempre vissuto come uno sport di contatto, mentre in Italia si tende ad esasperare i contatti. Dal punto di vista ambientale sicuramente qua è sempre una festa, c’è un clima sempre molto positivo. La VAR? La mia sensazione è che non sia accolta dal pubblico in maniera troppo positiva. Non c’è tutta quella dietrologia che c’è stata per anni in Italia sugli arbitri, le decisioni dell’arbitro anche se sbagliate vengono sempre accettate. Loro sono conservatori su questo e quindi storcono un po’ il naso”.

Sulle inglesi in Champions League: “Anche qui vanno fatti dei distinguo. L’Inghilterra è riuscita a portare quattro squadre in semifinale e ha raggiunto un risultato incredibile a dimostrazione del fatto che il sistema calcio qui funziona molto bene. In Italia secondo me oggi siamo in una fase di crescita, stiamo ritornando anche se la distanza che ci separa dalla Premier League come movimento calcistico è molto ampia. Credo che il trend sia positivo e all’interno di questo trend positivo la Juventus spicca, si avvicina molto come fatturato ai top club europei”.

Su Cristiano Ronaldo: “È stato una sorpresa, mi ha veramente colpito, non me l’aspettavo. È stata una sorpresa. Il passaggio di Conte all’Inter fa parte della logica delle cose, è un ottimo professionista ed è inevitabile che quando sta sul mercato una squadra di vertice possa essere interessata a metterlo sotto contratto”.

Su Emre Can: “Non stando dentro faccio fatica a dare giudizi e neanche voglio darne. Io credo che ognuno debba mettere in campo la propria professionalità perché c’è un contratto tra professionisti. Certamente ci sono delle situazioni che non vanno come uno le aveva immaginate, ma bisogna restare fedeli ai propri doveri”.


Alessio Secco (procuratore) ai microfoni di "Cose di calcio". © registrazione di Radio Bianconera

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