Di Gennaro: "Bernardeschi va fatto giocare attaccante esterno. Locatelli da Juve? Assolutamente sì"

17 nov 2020 13:57Altre notizie

Ai microfoni di Radio Bianconera, nel corso di ‘Terzo Tempo’, è intervenuto l’ex calciatore Antonio Di Gennaro, oggi opinionista di Rai Sport: “Con la Polonia la migliore Italia della gestione Mancini? È migliorata molto, anche la sfida contro l’Olanda aveva sancito che questa Italia poteva vincere anche contro le big. Contro la Polonia è stata un’Italia fantastica, al di là di qualche assenza io credo che questo gruppo abbia confermato di essere forte sia in campo che fuori, si divertono. Ognuno gioca nel suo ruolo, si divertono e si vede in campo. Ho trovato un Mancini più riflessivo, più attento, è stato l’uomo giusto al momento giusto. Ha ridato entusiasmo. La svolta è stata la partita con l’Ucraina dove cambiò modulo, ha sempre la volontà di imporre il gioco. Mancini ha esordito in Serie A a 16 anni e quindi sa benissimo che i giocatori bravi vanno fatti giocare subito, anche se giovani. L’ultima diciamo scoperta è stato Bastoni che anche in Serie A con Conte ha dimostrato di avere delle qualità. Se uno è bravo, ha personalità, tecnica e intelligenza tattica va fatto giocare, non solo in campionato ma anche nelle coppe perché è lì che si cresce. Mancini è stato bravo a creare questo gruppo e a convocare dei giovani intravedendo in loro delle potenzialità. Loro in campo lo ripagano perché sanno che questa è la strada giusta. Bonucci ha dato la maglia numero 19 a Bastoni per giocare, sono tutti messaggi importanti. Rispetto a due anni fa l’Italia c’è. La cosa da migliorare è che per quello che creiamo realizziamo poco, ma in difesa i numeri sono incoraggianti”.

Su Bernardeschi: “È attaccante esterno da quando è nato, perché cambiargli ruolo? Io non lo vedo né mezzala né terzino, ha sempre giocato attaccante esterno nel 4-3-3 sin dai tempi del Crotone e lì esprime le cose migliori. Lui deve giocare lì se si vuole vedere il vero Bernardeschi. Terzino io non ce lo vedo proprio e secondo me non piace nemmeno a lui”.

Su Locatelli: “Se è da Juventus? Assolutamente sì. Anche lì il Milan aveva un giovane interessante, non lo hanno aspettato e lui adesso è un giocatore forte e completo, può giocare a due, a tre. Sicuramente è aiutato da un gioco collaudato, ma ci sta mettendo del suo alla grande. E poi gioca con Jorginho che quando sta bene detta i tempi alla squadra”.

Su Sarri: “Voleva cambiare il dna della Juve ma non è una cosa che si può cambiare. Secondo me anche con Allegri la Juventus ha avuto dei momenti in cui giocava bene, poi comunque ha ottenuto dei risultati importanti. La Juventus è quella e sarà sempre quella: deve vincere, è nel suo dna e lo dice la sua storia. Sul gioco io ho sempre delle perplessità. Poi è normale che ci deve essere organizzazione, ma alla fine a determinare i risultati sono i grandi fuoriclasse”.

Su Dybala: “È un campione. Non so se dipenda dal rinnovo o dalla condizione fisica che ora dovrà ritrovare. Deve tornare il vero Dybala e secondo me con CR7 e Morata ce la può fare. Dybala se sta bene per me gioca sempre, certo deve dare continuità”.

Clicca sul podcast in calce per la trasmissione integrale.


"Terzo Tempo" con Marco Spadavecchia e Alberto Mauro. Ospiti : Francesco Fontana (Gazzetta dello Sport), Antonio di Gennaro (Rai Sport), Francesco Vitale © registrazione di Radio Bianconera

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