Gerbaudo: "Allenarsi a casa non è la stessa cosa. Allegri ha dato un cambio di passo alla Juventus"

23 mar 2020 18:25Altre notizie

Ai microfoni di Radio Bianconera, nel corso di ‘Stile Juventus’, è intervenuto Matteo Gerbaudo, attaccante cresciuto nel settore giovanile della Juventus e ora in forza al Foggia: “Mi sto allenando a casa, ma non è la stessa cosa. Quando corri dietro alla palla è un’altra cosa, usi anche la testa, il pensiero. A casa quello non si può allenare. Sono andato a correre poche volte, poi però mi sono sentito in soggezione perché la gente mi guardava male. Purtroppo per un atleta è importante non perdere l’allenamento. Se sei un professionista e sei pagato per essere al massimo è normale che non puoi allenarti solo a casa, la corsa per noi è fondamentale”.

Contatti con la tua società?
“Ci mandano un programma da fare nei limiti del possibile, noi cerchiamo di fare il massimo nella situazione attuale ma novità effettive non ce ne sono. I miei compagni sono sparsi in tutta Italia, siamo tutti nella stessa situazione. Chiaro che al sud con meno contagiati aspetto ad alcune regioni del nord è diverso. Bisogna stare a casa, l’ho detto e ridetto sui miei social. Prima capiamo questo e prima riusciremo a uscirne”.

La piazza di Foggia com’è?
“È una piazza che vive di calcio, l’ho sempre detto. Ha fatto la Serie A, ha avuto allenatori come Zeman. I tifosi sono fantastici e ti fanno sempre sentire il loro supporto in casa e fuori casa. Hanno un modo di seguire la squadra che va oltre”.

I tre migliori calciatori italiani della storia?
“L’ultimo attaccante italiano ad aver vinto il Pallone d’Oro è stato Baggio, quindi sicuramente dico lui. Per me il Pallone d’Oro va dato a chi ti fa vincere le partite. Poi mi viene da pensare a Paolo Rossi che ci ha fatto vincere il penultimo Mondiale. Poi come terzo direi Scirea”.

I giocatori con cui ti sei allenato alla Juventus?
“Sono tutti giocatori di livello superiore, giocano un altro sport rispetto a noi. Io lessi il libro di Cruyff che diceva che la tecnica significa passare la palla con i tempi giusti, chi lo fa in maniera semplice è più forse degli altri. Questa teoria può portarti solo a Pirlo che è uno dei giocatori più forti mai visti”.

Allegri?
“L’ho vissuto poco perché quando è arrivato dopo una settimana dopo andato in prestito. Ha dato secondo me un cambio di passo alla Juve di Conte, la mano di Allegri ha dato quella spinta che serviva per fare la differenza anche fuori dall’Italia. Con Allegri la Juve è arrivata due volte in finale di Champions. È mancata la vittoria che ormai sembra una maledizione. È un personaggio carismatico, è un gestore molto furbo. Con lui non sembrava di essere in ritiro, sembrava che stesse guidando la squadra già da 2-3 mesi”.

Clicca sul podcast in calce per la trasmissione completa.


Stile Juventus, rubrica sul mondo Juve a cura di Nicola De Bonis. Ospiti: Beniamino Vignola, Nicola Amoruso, Matteo Gerbaudo, Giovanni Albanese, Antonio Barillà, Franco Leonetti. © registrazione di Radio Bianconera

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