Prandelli: "Sarri? Per il cambiamento serve tempo. Io vicino alla Juventus due volte"

13 feb 2020 18:01Altre notizie

L’ex ct della Nazionale italiana Cesare Prandelli ha parlato oggi ai microfoni di Radio Bianconera, nel corso di ‘Terzo Tempo’: “Giusto mettere in discussione Sarri? È primo in classifica, agli ottavi di Champions e in semifinale di Coppa Italia. È una ruota che gira, quando fai una partita non da Juve si rimette in discussione tutto. Sarri è stato presentato come il cambiamento, ma per il cambiamento serve tempo. Quel tipo di gioco va elaborato nei dettagli, quindi bisogna aspettare”.

Come mai è difficile imporsi a Torino?
“È difficile imporsi in tutte le piazze, finché vinci sei il massimo, poi perdi e tutto si rimette in discussione. È un limite del calcio. Forse però l’allenatore dovrebbe velocemente capire in che contesto lavora, ogni squadra ha la propria tradizione e non ci si può allontanare troppo dalla cultura del club”.

Il rendimento di Pjanic?
“Pjanic è un giocatore indiscutibile, chiaro che se hai gli esterni molto offensivi e lui rimane da solo diventa un problema. Ora i dettagli per rispetto non voglio affrontarli, questa squadra deve entrare negli schemi di Sarri, bisogna lavorare sulla convinzione da parte dei giocatori che devono cominciare a credere nel suo calcio”.

Uno dei problemi è l’assenza di Chiellini.
“Chiellini dà un grande contributo non solo come presenza fisica, ma soprattutto caratteriale, Sicuramente manca molto. anche se hanno puntato su un giocatore promettente come De Ligt. Anche Zidane e Platini hanno avuto bisogno di tempo, quindi bisogna darlo anche a lui”.

Come giudica il percorso fatto fin qui da Mancini?
“Mancini ha capito che bisognava puntare sui giovani di grande prospettiva e qualità, ha avuto il coraggio di farlo e sta meritando tutti i complimenti del caso. Il problema è che questi giovani spesso giocano in Nazionale e non nei club. Non bisogna avere troppe aspettative, altrimenti diventa complicato. Io avevo ereditato una Nazionale in fase calante, ma che aveva ancora giocatori che potevano dare molto. Adesso abbiamo una Nazionale completamente giovane e io sono ottimista, aspettiamo questo Europeo con grande entusiasmo”.

Il giocatore che l’ha colpita di più?
“Ce ne sono molti, ma Barella sta bruciando le tappe. È stato protagonista con Cagliari, Inter, Nazionale. Nel giro di pochi mesi è diventato uno dei protagonisti del calcio italiano, quindi dico lui”.

Balotelli può ancora dare qualcosa alla Nazionale?
“Mancini ha detto che dipende da lui e dalla continuità che darà in campionato. nessuno ha mai discusso le sue qualità, Mancini è uno degli allenatori che lo ha saputo gestire meglio, quindi dipende tutto da lui”.

È mai stato vicino alla panchina della Juventus?
“Sì, ma sono passati tanti anni. Sono stato vicino un paio di volte, la prima volta presero Capello, ma seconda era dalla B alla A ma io avevo già firmato con la Fiorentina e volevo continuare lì”.

Clicca sul podcast in calce per l’intervento completo.


Cesare Prandelli ai microfoni di "Terzo Tempo" con Marco Spadavecchia e Alberto Mauro. © registrazione di Radio Bianconera

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