Pres. Piemonte: "Lo sport e le passeggiate non sono uno stato di necessità. Bisogna stare a casa"

19 mar 2020 16:19Altre notizie

Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte, è intervenuto ai microfoni di Radio Bianconera nel corso di ‘Terzo Tempo’ per raccontare la battaglia contro il Coronavirus da lui vissuta in prima persona: “Come sto? Sto abbastanza bene, ormai sono 13 giorni che sono risultato positivo al Coronavirus e sono in isolamento a casa. La mia salute è abbastanza buona, non ho avuto sintomi e sto contando le ore. Continuo ad essere in contatto con l’unità di crisi, ma è chiaro che voglio tornare a lavorare con quelle decine di persone che stanno lavorando 24 ore su 24. È un momento difficile e dobbiamo stare tutti uniti senza distinzioni”.

In seguito alle parole di Fontana e dei numeri di Torino, potremo vedere azioni restrittive anche in Piemonte?
“Ce le dobbiamo aspettare se la gente continua a non rispettare quelle che ci sono. Lo sport all’aria aperta non è uno stato di necessità, non è equiparabile a chi deve andare a lavorare o a fare la spesa. Tanti comuni hanno dovuto chiudere i parchi. Rimane evidente che se la gente continua a scambiare questi giorni di emergenza e di guerra come una vacanza, continua a uscire e a fare passeggiate, non riusciremo mai a venirne fuori e dovremo chiedere l’intervento dell’esercito. Non bisogna uscire di casa”.

Le strutture sanitarie?
“Stanno rispondendo benissimo, sono persino commosso. Siamo stati i primi ad istituire l’unità di crisi, siamo sottoposti a un grosso stress fisico e psicologico, ma stiamo cercando di aiutare i nostri anziani e i nostri malati. In questo momento diventa difficile reperire i beni primari, ma in Piemonte si continua ad andare avanti per reperire la strumentazione per i nostri addetti ai lavori. La differenza la fa la loro passione. Il popolo italiano è in trincea, ma sta reagendo bene”.

Dobbiamo aspettarci di andare oltre il 3 aprile?
“Se i numeri continuano con questo trend il 3 aprile non basta e nemmeno una settimana in più. Questa curva del contagio deve arrestarsi perché quando arriva alle grandi città, dove c’è più densità, i numeri schizzano e noi li dobbiamo tenere a bada perché i contagiati spesso hanno bisogno della terapia intensiva. Dobbiamo tenere basso il numero dei contagiati e questo dipende da ciascuno di noi, bisogna capire che non si deve uscire. Se questo non succederà credo che andremo oltre al 3 aprile”.


Alberto Cirio (presidente della Regione Piemonte) ai microfoni di "Terzo Tempo" con Alberto Mauro e Marco Spadavecchia. © registrazione di Radio Bianconera

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